I dieci comandamenti
della Bio-Ortodonzia
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Personalizzazione del percorso diagnostico-terapeutico tramite test genetici ed esami ematochimici
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La Bio-Ortodonzia è un approccio integrato che va oltre il semplice allineamento dentale o la correzione di un problema specifico: mira a ristabilire l’equilibrio funzionale della bocca e dell’intero organismo, favorendo il benessere generale come naturale conseguenza.
Ogni trattamento è progressivo e personalizzato, nel rispetto dei naturali tempi biologici di adattamento del corpo, per favorire risultati armonici e duraturi.
Il nostro corpo è un sistema complesso in cui la bocca ha un ruolo centrale. Adottiamo un approccio sistemico che lavora sull’equilibrio di funzioni fondamentali come masticazione, respirazione e articolazione temporo-mandibolare. Ristabilire questa armonia funzionale significa favorire benefici che si riflettono sulla postura, sull’equilibrio dell’organismo e sul benessere generale della persona.
La sicurezza e il comfort del paziente guidano ogni nostra scelta terapeutica. Usiamo bio-allineatori invisibili e materiali innovativi, nichel-free e certificati, per garantire comfort e totale sicurezza in ogni singola fase del trattamento. Ogni dispositivo è calibrato su misura, permettendo di curare anche i pazienti con allergie o sensibilità particolari.
L'apparecchio invisibile (allineatori trasparenti) offre un'alternativa estetica agli attacchi metallici, consentendo di correggere la posizione dei denti in modo discreto, comodo e rimovibile.
Allineatori privi di BPA e sostanze tossiche, per rispettare il tuo corpo. Ogni dispositivo è sviluppato con materiali di ultima generazione certificati per uso ortodontico.
I risultati duraturi nascono da valutazioni approfondite che possono includere esami biomolecolari, genetici e nutrizionali. I protocolli biologicamente guidati di IMI-EDN permettono di sviluppare trattamenti personalizzati orientati al ripristino di un equilibrio funzionale stabile nel tempo, contribuendo a ridurre il rischio di recidive a ogni età.
È fondamentale valutare correttamente tempi e modalità della permuta della dentatura decidua, nonché la qualità della fonazione e della ventilazione nasale.
Intercettare precocemente rallentamenti o blocchi del processo di permuta è essenziale per evitare trattamenti tardivi, spesso invasivi e poco efficaci. La prevalenza dei canini inclusi può arrivare fino al 7% in alcune popolazioni selezionate, sebbene nella popolazione generale si attesti intorno all’1–2%.
La presa in carico precoce, idealmente entro i 15 anni, consente di evitare interventi invasivi e di affrontare contestualmente le problematiche otorinolaringoiatriche frequentemente associate, come deviazioni del setto nasale e deficit della ventilazione nasale.
I ritardi nella permuta non devono essere forzati con protocolli standardizzati: ogni anomalia deve essere trattata rispettando lo sviluppo fisiologico e l’equilibrio bio-funzionale del paziente.
Negli adulti, il protocollo BioEvidens prevede una valutazione prioritaria dello stato metabolico dell’osso (osteopenia, osteoporosi) e dello stato infiammatorio parodontale e sistemico.
Particolare attenzione viene dedicata all’equilibrio ormonale, soprattutto in perimenopausa e andropausa, che deve essere ottimizzato prima di iniziare il trattamento ortodontico, al fine di ridurre il rischio di danni a carico dell’osso e del parodonto.
Per tutti i pazienti è fondamentale il raggiungimento di un corretto equilibrio nutrizionale, al fine di intercettare e trattare le cause sistemiche delle problematiche ortognatodontiche, in linea con i principi di Weston A. Price.
A differenza dell’ortodonzia tradizionale, che ignora la biochimica sistemica, il protocollo integra una valutazione nutraceutica rigorosa. Questo approccio favorisce la corretta mineralizzazione ossea e migliora l’efficacia e la stabilità del trattamento nel tempo.
Le discromie dentali non devono essere considerate semplici difetti estetici, ma segnali clinici di possibili carenze nutrizionali.
Se non corrette, tali carenze possono compromettere la qualità della mineralizzazione dentale e influenzare negativamente le dinamiche di permuta tra i 5 e i 15 anni.
Comprendere il significato biologico delle discromie consente di intervenire sulle cause profonde, migliorando sia la struttura sia l’estetica dentale.
Nel lungo termine, soprattutto dopo i 35-40 anni, il permanere di stati carenziali può favorire lo sviluppo di osteopenia e osteoporosi.
Le agenesie dentali e i denti sovrannumerari devono essere interpretati come manifestazioni di micro-alterazioni genetiche.
Queste condizioni richiedono un’attenta valutazione clinica, in quanto possono essere associate a un aumentato rischio di disfunzioni metaboliche già in età giovanile. Il rischio cresce proporzionalmente al numero di elementi dentari coinvolti.
L’ortodonzia tradizionale ricorre frequentemente all’estrazione di denti sani per creare spazio in arcate ristrette.
Il protocollo BioEvidens evita tali approcci invasivi, privilegiando strategie conservative basate sull’espansione delle arcate e sulla rieducazione funzionale, con l’obiettivo di preservare il patrimonio dentale naturale.
La bio-ortodonzia mira a migliorare respirazione, russamento, serramento e bruxismo, considerati fattori determinanti nello sviluppo di patologie orali e sistemiche.
Il russamento non è un semplice disturbo, ma un indicatore di disfunzione funzionale. L’intervento ortodontico può favorire l’apertura delle vie aeree e migliorare la qualità del sonno, sia nei bambini sia negli adulti.
Negli adulti, il russamento è strettamente associato alla sindrome metabolica e all’aumento ponderale correlato all’insulino-resistenza.
La bio-ortodonzia contribuisce allo sviluppo armonico del viso e dell’apparato locomotore nei bambini e negli adolescenti.
Nell’adulto, la salute orale è strettamente correlata all’equilibrio posturale. Il ripristino dell’equilibrio gnatologico e il trattamento delle disfunzioni temporo-mandibolari possono facilitare la gestione di patologie della colonna vertebrale e degli arti (anca, ginocchio, piede), molto diffuse nella popolazione adulta.
Per questo motivo è fondamentale un approccio interdisciplinare, in collaborazione con fisiatri, osteopati, fisioterapisti, ortopedici, chiropratici e medici dello sport.