Un ritardo nell'eruzione dei denti definitivi può indicare un'inclusione dentale. Scopri se è il momento di valutare la situazione.
Hai notato che un dente da latte è caduto, ma il dente definitivo fatica a uscire o sembra bloccato nell'osso?
è presente un affollamento severo o un palato stretto che impedisce ai nuovi denti di posizionarsi correttamente?
Tuo figlio ha superato i 13-14 anni e conserva ancora alcuni denti decidui, in particolar modo i canini?
Se hai risposto sì ad almeno una di queste domande, potrebbe essere utile una valutazione specialistica.
L'inclusione dentale si verifica quando un dente definitivo non riesce a erompere correttamente e rimane bloccato, in tutto o in parte, all'interno dell'osso mascellare o mandibolare. I denti più frequentemente soggetti a questa anomalia sono i canini superiori (la cui inclusione riguarda circa l'1-2% della popolazione), seguiti dai premolari e dai denti del giudizio. Il problema origina spesso da una discrepanza tra la dimensione dei denti e lo spazio effettivamente disponibile nelle arcate. In altri casi, la causa può risiedere in fattori genetici, ostacoli anatomici, traumi pregressi o anomalie nella sequenza di caduta dei denti decidui. Nel periodo cruciale della permuta (tra i 5 e i 15 anni), monitorare queste dinamiche è determinante per prevenire complicazioni. Un dente incluso non rappresenta solo un imprevisto estetico: se trascurato, può danneggiare le radici dei denti adiacenti, favorire la formazione di cisti follicolari e alterare l'equilibrio occlusale e funzionale dell'intera bocca, compromettendo una corretta masticazione.
Mancanza di spazio in arcata, ritardi o anomalie nella permuta, fattori genetici, traumi
Per prevenire danni alle radici dei denti vicini, scongiurare il rischio di cisti, evitare estrazioni di denti sani e garantire una funzione masticatoria armonica.
Intervenire in modo precoce permette di ricavare lo spazio necessario per l’eruzione fisiologica del dente, riducendo la necessità di ricorrere a complessi interventi chirurgici e rispettando al massimo l’integrità biologica del paziente.
Il nostro protocollo non considera il dente incluso come un problema isolato e puramente meccanico. Sappiamo che la mancanza di spazio in arcata, che spesso porta all'inclusione, è frequentemente correlata a funzioni alterate come la respirazione orale, una deglutizione atipica o squilibri che influenzano lo sviluppo tridimensionale del mascellare. Per questo motivo, l'intervento ortodontico procede di pari passo con un'attenta valutazione delle funzioni respiratorie e posturali. Quando appropriato, collaboriamo con specialisti come logopedisti o osteopati, oltre a valutare il supporto nutrizionale utile a una corretta mineralizzazione ossea. L'obiettivo è assicurare che il recupero del dente avvenga all'interno di un sistema in perfetto equilibrio bio-funzionale
Prima di intervenire sul dente bloccato, lavoriamo per espandere in maniera minimamente invasiva le arcate e creare lo spazio anatomico necessario alla sua naturale eruzione.
Intercettando il problema precocemente, l'obiettivo è ripristinare la funzione preservando il patrimonio dentale ed evitando l'estrazione di denti sani per "fare spazio".
Il recupero del dente si inserisce in un progetto globale che promuove una corretta occlusione, una buona respirazione e un equilibrio muscolo-scheletrico stabile nel tempo.
Il trattamento dei denti inclusi richiede precisione diagnostica e tempestività. Valutiamo attentamente le fasi della permuta e pianifichiamo un intervento personalizzato per guidare la corretta fuoriuscita del dente
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Ogni età ha le sue specificità: contattaci per una valutazione personalizzata
La fase più critica per l’inclusione, in particolare per i canini superiori. Interveniamo per guidare l’eruzione del dente e prevenire danni alle radici dei denti adiacenti. Se l’inclusione si è già consolidata, interveniamo in modo sinergico con l’ortodonzia e la micro-chirurgia conservativa per recuperare l’elemento e ripristinare il corretto allineamento.